Viva il fritto!

Fritto? Si esatto, il fritto fa bene! Ce lo insegna la Dottoressa Farnetti.

 

 

E’ funzionale perché è buono e attiva il fegato, non fa male se si seguono alcune semplici regole che ho imparato: l’olio non deve mai fumare, il cibo non deve ovviamente bruciare e l’olio deve essere extravergine d’oliva di ottima qualità.

Per preparare una perfetta cotoletta funzionale (non ho scritto “milanese“, ma “funzionale“…) la passo nell’uovo intero e nella farina di mais, che rimane più adatta anche in caso di intolleranze, preparo la padella con olio evo, lo scaldo. Quando si inizia a muovere q05ualche bollicina è pronto e metto la cotoletta che deve galleggiare in tanto olio. Io non ho il termometro ma la temperatura dovrebbe restare sui 170 °C.

E’ molto importante anche come si associa la frittura, come abbiamo già visto qualche giorno fa: per esempio, è utile e preferibile accompagnare pietanze fritte con verdure crude e frutta, perché queste ultime contengono elementi che supportano il lavoro del fegato e agevolano le funzioni renali.

Ma lasciamo che la Dottoressa Farnetti ci spieghi meglio.

Ci sono molti luoghi comuni da sfatare. Si pensa che l’olio fritto e quello soffritto facciano aumentare il tasso di glicemia e di colesterolo e che possano essere anche tossici: tutto falso. Peraltro, rispetto al discorso sul colesterolo, non solo non lo fanno lievitare: ne sono proprio privi!

E’ vero al contrario, che alimenti fritti possiedono molte virtù. Pensiamo alle classiche verdure: sono più digeribili di quelle lesse (perché risultano disidratate); attivano la funzione del fegato (in quanto stimolano la liberazione di bile nell’intestino) e quindi, allontanando le scorie, hanno un effetto lassativo e depurativo.

Le 5 regole per un fritto perfetto.

  1. Friggere solo alimenti di buona qualità e magari di stagione.
  2. Usare sempre e solo olio extra vergine di oliva. L’olio di semi, essendo estratto con solventi portati ad altissime temperature, contiene grassi idrogenati e questi ultimi hanno un impatto molto negativo sulla salute.
  3. Non superare i 160-180 gradi di temperatura e, se l’olio fuma ed emette un odore acre, gettarlo via.
  4. Mai riutilizzare più volte l’olio.
  5. Fare attenzione ai tempi di cottura: è necessario evitare che gli alimenti si colorino troppo, perché nelle parti bruciacchiate o scure si trova l’acrilamide, una sostanza cancerogena.

Se siete interessati, qui trovate degli utili approfondimenti.

Viva il fritto! ultima modifica: 2017-10-05T12:59:08+00:00 da Sara Farnetti

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Sara Farnetti

Specialista in medicina interna, fisiopatologia del metabolismo, nutrizione funzionale